Non perderla mai di vista 

La speranza non ha un volto preciso,
ma ogni tanto la riconosci
nei sorrisi che tremano
prima di diventare veri.

Si veste a modo suo:
una volta in vestaglia
sul balcone di un’alba qualunque,
un’altra in abito da sera
mentre aspetta chi non torna.

Cammina scalza tra le stanze vuote,
ma sa mettere i tacchi
quando serve farsi sentire
sopra il rumore dei crolli.

Non è mai in orario,
ma arriva —
tra una delusione e un caffè freddo,
tra il pianto di un bambino
e il silenzio ostinato di chi ha smesso di parlare.

Profuma di casa pulita
dopo una lunga assenza,
di vento che apre le tende
e muove le carte sul tavolo
senza chiedere permesso.

La speranza inciampa spesso,
ma si rialza senza fare scena.
Ti guarda con occhi strani:
a volte sono verdi,
a volte celesti,
a volte non li vedi
ma li senti.

Sta lì,
dietro la porta che chiudi
quando hai paura,
sussurra tra le crepe del cuore,
resiste,
nonostante tutto.

E se impari a riconoscerla,
non se ne va più.

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