
A volte penso che se il mondo fosse scritto con la stessa cura con cui un cane ci guarda, ci sarebbe meno bisogno di spiegazioni, di guerre, di giudizi. Il cane non chiede mai chi sei stato ieri. Ti ama oggi, con l’odore che hai addosso, con la voce che trema o l’anima che pesa. Ed è forse per questo che, quando li trovo tra le pagine dei libri, li seguo con una devozione che somiglia a quella che loro nutrono per noi, un amore silenzioso e incondizionato.
Ci sono cani che mi hanno accompagnato nei momenti quieti della vita, non solo in carne e ossa, ma anche attraverso storie, romanzi, racconti. Uno dei primi che ho incontrato da bambina è stato Balto, l’eroe a quattro zampe che ha sfidato il gelo dell’Alaska per salvare dei bambini da un’epidemia. La sua forza non era quella dell’eroismo umano, ma dell’istinto puro, della dedizione assoluta, della volontà di andare avanti senza chiedere nulla in cambio. Balto non cerca medaglie: vive nel nostro ricordo. E quando rileggo la sua storia – o la rivedo nel film Balto del 1995 – provo sempre quella fitta dolceamara, un misto di fiducia cieca e amore puro.
Un altro cane che mi ha conquistato il cuore è Hachiko, il fedele akita giapponese che, negli anni ’20, aspettava ogni giorno il suo padrone, Hidesaburo Ueno, alla stazione di Shibuya, anche dopo la sua morte improvvisa. Hachiko tornava, giorno dopo giorno, per quasi dieci anni, con una lealtà che supera ogni comprensione umana. La sua storia, raccontata in libri e film come Hachiko – Il tuo migliore amico, è un monumento alla fedeltà, un promemoria che l’amore di un cane non conosce confini, né di tempo né di perdita.
E poi c’è La carica dei 101, con i suoi Pongo e Perdita, i coraggiosi genitori che guidano un’audace missione di salvataggio, affiancati da cani di strada, spesso dimenticati, ma capaci di slanci generosi. Questa non è solo una favola: è un inno alla resistenza, alla famiglia allargata, a quell’amore che non ha bisogno di legami di sangue, ma vive di affetto puro. Ogni cane di quella storia, dal più elegante al più spelacchiato, è un universo in movimento, un cuore che batte per salvare e amare.
Non mancano i cani che ci fanno sorridere, come Snoopy, l’iconico beagle di Charles M. Schulz nella serie Peanuts. Snoopy non è solo un cane: è un sognatore, un aviatore, uno scrittore, un amico che, dalla cima della sua cuccia, immagina mondi e ci insegna a guardare la vita con leggerezza e fantasia. Attraverso le sue strisce, Schulz ci regala un cane che è specchio delle nostre aspirazioni, delle nostre piccole follie, e ci ricorda che anche nei momenti più semplici c’è spazio per la poesia.
La letteratura per l’infanzia sa catturare questa magia in modo unico. Penso a Lilli e il Vagabondo, la storia di una cocker spaniel raffinata e di un randagio dal cuore d’oro, che ci porta in un’avventura romantica e ribelle. Questo racconto, nato dal libro di Ward Greene e immortalato dal film Disney, celebra l’incontro tra mondi diversi, uniti dall’amore e dalla libertà. Lilli e il Vagabondo ci insegnano che la bellezza sta nell’accettarsi, nel condividere un piatto di spaghetti sotto le stelle, nel trovare casa l’uno nell’altro.
E come dimenticare Rex, il pastore tedesco protagonista di tante storie, dai romanzi alle serie TV come Il commissario Rex? Rex è l’emblema del cane coraggioso, intelligente e leale, sempre pronto a proteggere e a risolvere misteri al fianco del suo compagno umano. Con la sua determinazione e il suo fiuto, ci ricorda che i cani non sono solo amici, ma anche alleati, capaci di insegnarci il valore del coraggio e della fiducia.
Ma non è solo la letteratura per bambini a dare voce ai cani. Alcuni scrittori hanno saputo usarli per illuminare l’umano in modo più chiaro di qualsiasi saggio. Timbuktu di Paul Auster, con il suo Mr. Bones, mi ha svelato il dolore e la perdita attraverso gli occhi di un cane, rendendoli al tempo stesso più crudi e più sopportabili. Ho pianto per lui come si piange per una parte di sé che non si è protetta abbastanza. E poi c’è Flush, il cocker spaniel di Virginia Woolf, compagno della poetessa Elizabeth Barrett Browning. Flush è testimone di amori, prigioni dorate e libertà conquistate, uno sguardo sensibile che respira emozioni senza mai tradirle. Quanti di noi possono dire lo stesso?
I contesti della letteratura sui cani
La letteratura che parla di cani trova casa in molteplici contesti, ognuno capace di valorizzarne il potenziale emotivo ed educativo. Nelle scuole, libri come Zanna Bianca o Belle e Sébastien possono essere usati per insegnare ai bambini l’empatia, il rispetto per gli altri e la responsabilità, mostrando come i cani ci guidino a comprendere il valore della lealtà e della cura. In ambito terapeutico, queste storie diventano strumenti preziosi: leggere di Hachiko o di Marley può confortare chi affronta un lutto o una perdita, offrendo un ponte per elaborare emozioni complesse attraverso la prospettiva pura di un cane. Nelle biblioteche e nei circoli di lettura, i romanzi sui cani, come Timbuktu o Flush, stimolano discussioni profonde sull’umanità, l’amore e la fragilità, unendo lettori di ogni età. Anche in contesti personali, regalare o leggere un libro su un cane può essere un gesto intimo, un modo per celebrare il legame con il proprio animale o per onorare un ricordo. In festival letterari o eventi culturali, infine, i cani della letteratura possono ispirare dibattiti su come gli animali arricchiscano la nostra storia emotiva, spingendoci a scriverne e leggerne sempre di più.
Credo che la letteratura abbia un compito delicato e urgente: ricordarci quanto i cani siano parte della nostra storia emotiva. Dovremmo scriverne di più, leggerne di più, raccontarli ai bambini non solo come compagni di gioco, ma come maestri di empatia. Un bambino che cresce con un cane, che legge di cani, che impara a leggere attraverso un cane, è un bambino che sarà meno egoista, perché i cani ci insegnano il tempo dell’altro, il rispetto degli spazi, il silenzio pieno di presenze.
La letteratura per l’infanzia ha un potere quasi terapeutico. Penso a Belle e Sébastien, alla tenerezza viscerale tra un bambino e il suo cane gigante, o a Zanna Bianca di Jack London, dove un lupo impara la fiducia attraverso la pazienza umana, dopo una vita di crudeltà. Sono storie che non parlano solo di amore per gli animali: ci guidano a diventare persone migliori.
Oggi, più che mai, raccontare i cani è un atto d’amore e di memoria. Ci hanno accompagnato nei lutti, nei traslochi, nelle notti insonni e nei giorni di sole. Hanno ascoltato poesie senza interromperci, ci hanno seguito nei cambiamenti senza paura, hanno fatto la guardia non solo alle porte, ma alle nostre fragilità.
Scriverli, leggerli, onorarli nella letteratura non è solo un esercizio estetico: è un dovere affettivo, un modo per dire “grazie” a chi ci ha amato più di quanto noi fossimo capaci di amare noi stessi.
Perché un cane non è mai solo un cane. È casa, anche quando casa non c’è.
È parola, anche quando non riusciamo a dirla.
È letteratura, anche quando tutto il resto tace.
Letture consigliate sui cani
Ecco una selezione di libri che celebrano i cani, perfetti per esplorare questo legame speciale:
Per bambini:
• Zanna Bianca di Jack London: un classico che segue un lupo-cane nel suo percorso verso la fiducia e l’amore, grazie alla pazienza umana.
• La carica dei 101 di Dodie Smith: l’avventura di Pongo, Perdita e dei loro cuccioli, un inno al coraggio e alla famiglia.
• Belle e Sébastien di Cécile Aubry: una storia tenera sull’amicizia tra un bambino e il suo cane pirenaico, piena di cuore e avventura.
• Lilli e il Vagabondo di Ward Greene: la storia romantica e ribelle di due cani diversi, uniti dall’amore e dalla libertà.
Per adulti:
• Timbuktu di Paul Auster: un racconto struggente dal punto di vista di Mr. Bones, un cane che riflette sulla vita e sulla perdita.
• Flush. Una biografia di Virginia Woolf: un ritratto poetico del cocker spaniel di Elizabeth Barrett Browning, testimone sensibile di amori e libertà.
• Hachiko. Il cane che aspettava di Lluis Prats: la commovente storia vera di Hachiko, simbolo di lealtà eterna, che aspetta il suo padrone alla stazione.
• Marley & Me di John Grogan: una memoir divertente e toccante sulla vita con Marley, un labrador esuberante e amatissimo.
• Snoopy e i Peanuts di Charles M. Schulz: una raccolta di strisce che celebrano Snoopy, il beagle sognatore che ci insegna a volare con l’immaginazione.
• Rex e il commissario di Maria Grazia Crozzoli: un romanzo ispirato alle avventure del pastore tedesco Rex, coraggioso e leale, compagno ideale in indagini e sfide.
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