Wislawa Szymborska: La Tua Guida Silenziosa alla Meraviglia
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“La vita, per quanto lunga, sarà sempre corta. Troppo corta per aggiungere qualcosa.”
Wislawa Szymborska
Leggere Wislawa Szymborska è un gesto d’intimità. È come aprire una finestra dentro di sé e lasciare entrare una luce morbida, che non acceca ma rivela. Le sue parole non urlano mai: sussurrano, suggeriscono, osservano. Hanno il passo lento della riflessione, il respiro largo di chi ha imparato a non avere fretta.
Non consiglio di leggerla, nel senso classico del termine. Perché un poeta come lei non si consiglia: si incontra. Per caso, per bisogno, per una fame che non sapevamo di avere. Wislawa ha questo dono raro: farti sentire compresa mentre parla di tutto, apparentemente, tranne che di te. E invece parla proprio a te.
Nei suoi versi trovo il mio stesso stupore davanti alla normalità. Quella domanda che mi accompagna da sempre: perché proprio io, qui, ora? Il suo sguardo si posa sulle cose piccole, quelle che spesso passano inosservate, e le interroga senza giudicarle. C’è una tenerezza lucida nei suoi versi, un’ironia che non deride mai, ma che illumina.
La sua poesia è attuale perché ci invita a rallentare, a guardarci intorno, a prendere in mano le parole con cura. In un tempo che ci vuole rapidi, performanti, visibili, lei ci parla di invisibilità, di dubbio, di respiro. Ci chiede: stai davvero guardando? Cosa scegli di non vedere?
C’è qualcosa di profondamente terapeutico nel leggere Szymborska. Non ti consola, ma ti accompagna. Non ti promette risposte, ma ti ricorda che anche l’incertezza può essere uno spazio fertile. Leggerla per me è un atto di resistenza alla superficialità. Un ritorno al cuore delle cose. Un esercizio di umanità.
Se è la prima volta che ti avvicini a lei, ti consiglio tre libri che ho amato profondamente:
– “Vista con granello di sabbia”: una raccolta che attraversa tutta la sua poetica, piena di piccole rivelazioni.
– “La fine e l’inizio”: qui trovi il suo sguardo più disarmante sul tempo, la guerra, la rinascita.
– “Opere (1945-2009)”, edito da Adelphi: una raccolta completa per chi desidera percorrere l’intero arco della sua scrittura, in equilibrio tra ironia, dolore e meraviglia.
Ecco perché continuo a leggerla. Perché nelle sue poesie trovo una forma di benessere sottile, una presenza che resta anche dopo aver chiuso il libro. Un silenzio che parla. Un invito, sempre valido, a restare svegli dentro la vita. E tu, hai mai incontrato Wislawa Szymborska?
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