
Ci sono giorni in cui sento che la mia mente non mi appartiene. Gira in tondo, ripete frasi che ho detto, analizza silenzi, anticipa reazioni, immagina errori. Il corpo vorrebbe dormire, ma i pensieri continuano il turno di notte. E io resto lì, lucida ma sfinita.
È in quei momenti che capisco davvero cosa significhi pensare troppo. Non è riflettere con profondità. È restare intrappolati in un pensiero che, invece di illuminare, confonde. Un pensiero che, invece di guidare, trattiene. Un pensiero che, invece di aiutare, fa male.
La parola overthinking viene dall’inglese e significa letteralmente “pensare troppo”. In psicologia, è considerato un processo di ruminazione mentale, ovvero un’attività di pensiero continua e ripetitiva che non porta a soluzioni, ma alimenta ansia, insicurezza e blocchi emotivi.
Spesso l’overthinking si manifesta in persone molto sensibili, riflessive o perfezioniste. Ma non è una dote: è un cortocircuito. La mente, invece di aiutare a comprendere, diventa un luogo affollato, caotico, dove è difficile orientarsi e respirare.
Dal punto di vista clinico, l’overthinking è associato a disturbi d’ansia, depressione e bassa autostima. Si manifesta con difficoltà nel prendere decisioni, insonnia, stanchezza mentale e una tendenza a rivivere all’infinito ciò che si è detto o ciò che potrebbe succedere.
Pensare troppo, insomma, non è solo un’abitudine fastidiosa: può diventare un ostacolo al benessere quotidiano. La buona notizia è che si può imparare a gestirlo. Non si tratta di smettere di pensare, ma di pensare meglio, in modo più gentile, lucido e funzionale.
Ecco alcuni suggerimenti semplici ma efficaci per uscire dal ciclo dell’overthinking:
- Accorgersi del pensiero, senza giudicarsi
Il primo passo è riconoscere che si sta rimuginando. Basta dirsi: “Mi sto preoccupando. Posso notarlo, ma non lasciarmi travolgere.” La consapevolezza è il primo antidoto. - Scrivere per liberare la mente
Mettere i pensieri su carta aiuta a vederli dall’esterno. Scrivere è come fare ordine in una stanza disordinata: permette di capire cosa tenere e cosa lasciar andare. - Darsi un tempo definito per pensare
Concedersi ogni giorno 10-15 minuti per riflettere su ciò che preoccupa. Passato quel tempo, si torna alla vita. È un modo per allenare la mente a non vivere in modalità di allarme perenne. - Tornare al corpo e al momento presente
L’overthinking è tutto nella testa. Il corpo, invece, vive nel presente. Camminare, respirare profondamente, fare yoga o una doccia calda sono modi per ritrovare equilibrio. - Chiedersi: “Questo pensiero mi è utile?”
Non tutti i pensieri sono veri o costruttivi. Spesso quelli ricorsivi ci bloccano più che aiutarci. Imparare a metterli in discussione è un atto di libertà mentale. - Accettare che non tutto può essere controllato
Il bisogno di prevedere ogni cosa è spesso ciò che alimenta il pensiero ossessivo. Accettare che qualcosa possa andare diversamente da come vogliamo è difficile, ma necessario. - Proteggersi dal rumore
Il sovraccarico digitale alimenta l’overthinking. Ogni tanto, è utile staccarsi da social, notifiche e confronto costante. Il silenzio non è vuoto: è spazio per ascoltarsi davvero.
Pensare troppo nasce spesso dal tentativo di avere tutto sotto controllo. Ma la verità è che quel controllo non esiste. E, se esiste, non ci rende felici. La tranquillità arriva non quando abbiamo risposte per tutto, ma quando impariamo a vivere con ciò che è incerto.
La mente può essere un labirinto, ma anche un giardino. Dipende da come la coltiviamo. Con gentilezza, cura e silenzi buoni, possiamo tornare a sentirci a casa nei nostri pensieri. Non perfetti, ma veri. Non leggeri per forza, ma liberi.
Per chi desidera approfondire, ecco alcuni libri preziosi sul tema:
- Il potere di adesso – Eckhart Tolle
Un libro sulla presenza e sulla consapevolezza. Insegna a vivere nel presente e a smettere di identificarsi con i pensieri. - Pensieri lenti e veloci – Daniel Kahneman
Un saggio illuminante sulla mente umana. Spiega come i pensieri automatici e riflessivi influenzino il nostro comportamento. - Stop Overthinking – Nick Trenton
Manuale pratico con tecniche concrete per ridurre il rimuginio mentale e gestire l’ansia quotidiana. - Come smettere di farsi seghe mentali e godersi la vita – Giulio Cesare Giacobbe
Ironico e accessibile, questo libro propone un approccio leggero e orientato al presente. - La sottile arte di fare quello che cazzo ti pare – Mark Manson
Un invito a lasciar andare il controllo e le aspettative irrealistiche, liberandosi dal bisogno di pensare a tutto.
Pensare è un dono. Ma anche imparare a smettere lo è.
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