La storia che ti racconti: è davvero tua?

Negli ultimi anni mi sono resa conto di quanto le parole che uso con me stessa influenzino ogni singola parte della mia vita. Non parlo solo del modo in cui mi parlo davanti allo specchio o nei momenti di crisi, ma proprio delle storie che continuo a ripetermi — quelle invisibili, silenziose, che guidano le mie scelte senza che me ne accorga. Storie che mi dicono chi sono, cosa posso fare, cosa merito. Alcune le ho create io, altre mi sono state cucite addosso. E per tanto tempo non ho mai pensato di poterle cambiare.

Poi qualcosa è scattato. Ho iniziato a guardare quelle frasi con un occhio più lucido, più gentile. Mi sono chiesta: “E se questa non fosse l’unica versione possibile di me?”

Questa riflessione mi ha portata a riscrivere la mia narrativa, poco a poco. Non per fingere di essere qualcun altro, ma per tornare a essere più me stessa.

Se anche tu senti che alcune storie su di te ti stanno strette, forse questo post può offrirti qualche spunto per alleggerire quel peso.

E se ti va, raccontami nei commenti qual è la frase che senti di dover riscrivere nella tua vita — o condividi questo articolo con qualcuno che, come te, sta cercando un nuovo modo di raccontarsi.

Ascolta le tue frasi automatiche Ogni volta che dici “io sono sempre stato così” o “non riuscirò mai”, fermati. Quelle frasi non descrivono chi sei, ma chi credi di essere. E spesso sono parole prese in prestito da qualcun altro. Chiediti: a chi appartiene questa storia? Molte convinzioni su di te derivano da frasi sentite da genitori, insegnanti, ex partner. È ora di capire quali sono davvero tue e quali puoi lasciare andare. Rileggi il tuo passato con occhi nuovi Ogni fallimento, ogni errore, ogni “non ce l’ho fatta” può essere riletto come fase di crescita. Non per romanticizzarlo, ma per ridargli senso. Cambia il linguaggio che usi con te stesso Invece di dire “sono un disastro con le relazioni”, prova con “sto imparando cosa vuol dire stare bene con qualcuno”. Le parole modellano la realtà. Pratica la gratitudine verso la versione passata di te Anche quella che ha fatto scelte sbagliate. Senza quella versione, non saresti dove sei ora. Interrompi il dialogo interno tossico Se non diresti certe cose al tuo migliore amico, non dirle nemmeno a te. Seriamente. Sii curioso, non giudicante Quando scopri un tuo “difetto”, non correre a etichettarlo. Osservalo, chiediti da dove arriva. Curiosità > autocritica. Ritagliati momenti di silenzio La confusione mentale spesso viene da troppe voci esterne. Il silenzio ti aiuta a risentire la tua voce, quella vera. Scrivi la nuova versione della tua storia Letteralmente. Prendi carta e penna e scrivi come ti vuoi raccontare d’ora in poi. Non dev’essere tutto realistico. Dev’essere possibile. Ricorda: puoi cambiare narrazione ogni volta che vuoi Non serve aspettare un evento speciale. Ogni giorno è un nuovo paragrafo. Può essere anche solo una virgola diversa. Ma quella virgola può cambiare il senso di tutto.

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