
Resilienza
è la piega sul lenzuolo
che non si stira mai,
eppure resta lì
come un ricordo che non dà fastidio.
È il pane tagliato male,
ma ancora buono,
le mani che tremano
eppure versano il tè
senza rovesciarlo.
È il pianto che si addormenta
sulla spalla del tempo.
È un vestito troppo largo
che comunque indossi,
perché è tutto quello che hai.
Resilienza è la parola che non dici,
ma che ti tiene in piedi.
È il nodo in gola
che si scioglie
mentre guardi dalla finestra
e ti accorgi che,
nonostante tutto,
c’è ancora luce.
È quando ti spezzi
ma non fai rumore.
È quando crolli
ma scegli di non restare a terra.
È quel piccolo sì
che dici al mattino,
anche se vorresti restare a dormire
nel grembo del buio.
Resilienza è la poesia
che scrivi con le ossa,
con le ferite,
con ogni passo incerto
che comunque
ti porta avanti.
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