
È un passo fatto di lato, senza rumore,
per lasciare che un altro percorra la via,
è prestare il respiro a un flebile cuore,
trasformando il “mio” in una nuova armonia.
Non cerca il riverbero della lanterna,
né attende il ritorno di un dono versato;
è l’arte sottile, profonda e fraterna,
di arare un terreno che un altro ha sognato.
È l’albero antico che ombra regala
a chi non ha visto il suo seme cadere,
è il soffio di vento che spinge quell’ala
che da sola non trova la forza di ascesa.
Perché in questo dare che sembra svanire,
si schiude un segreto che il mondo non sa:
chi svuota le mani per l’altro servire,
ritrova nel petto l’immensità.
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