Il rumore del fondale 

Una poesia introspettiva è un ritorno: non verso il passato, ma verso quelle stanze interiori che abitiamo senza guardarci davvero. Ogni verso può diventare una torcia, ogni immagine uno specchio. Scrivere — o leggere — parole così è un modo per ascoltare ciò che dentro di noi parla piano, ma dice il vero. Questa poesia nasce proprio da quell’ascolto: dal tentativo di distinguere la nostra voce dal rumore di fondo.

Il Rumore del Fondale

C’è un silenzio che non è assenza,

ma un sedimento di parole mai dette,

come il peso dell’acqua sul fondo

dove la luce arriva stanca, a fette.

Scendo le scale di questa mia casa,

stanza per stanza, pelle per pelle,

scoprendo che il muro che mi protegge

è lo stesso che nasconde le stelle.

Mi chiedo se sono la riva o l’onda,

se sono il vento o la vela spezzata;

spesso cerco la mia voce nel coro

ma la trovo solo se resto in ascolto,

nella fessura tra il battito e il fiato.

Non c’è fretta di uscire alla luce,

perché è nel buio che il seme riposa;

imparo a chiamare col proprio nome

ogni mia spina, prima di ogni mia rosa.

Una risposta a “Il rumore del fondale ”

  1. Avatar Paola Stella
    Paola Stella

    🎀 Bella per profondita’ di pensiero e di visione ~ Buon pomeriggio!

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