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Ci ho messo un po’ a capire cosa fosse davvero la fiducia. Per molto tempo ho creduto fosse qualcosa che si dà, che si regala interamente, come un pacchetto chiuso. Invece, col tempo, ho scoperto che la fiducia è fatta di strati, di piccole scelte quotidiane, e di ferite che ti insegnano a guardare meglio.Possiamo imparare dalle fiabe, ma dobbiamo vivere con occhi aperti. La fiducia non nasce solo nei libri: si coltiva ogni volta che scegliamo di crederci, anche senza garanzie.
Questa poesia l’ho scritta nei giorni in cui mi sono resa conto che non sempre i lupi arrivano ringhiando. A volte entrano in silenzio, con il sorriso, nascosti dentro gesti che sembrano dolci. E allora ti accorgi che non basta chiudere la porta, perché certe crepe sono dentro, non fuori.
“La Fiducia” è nata così: come un tentativo di dare forma a qualcosa che spesso non ha voce. È un modo per ricordarmi – e forse anche ricordarvi – che ricostruire non è un segno di debolezza, ma di forza. Che ogni volta che riprendiamo in mano i nostri ramoscelli, anche a mani nude, stiamo scegliendo di credere ancora.
E questo, per me, è già volare.
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La Fiducia
La fiducia era ben costruita da bambina.
La fiducia era tutt’altro,
non come adesso.
La fiducia magari era leggere e rileggere
1000 volte il Cappuccetto Rosso,
non fidarsi dei lupi.
La questione è che impari
che i lupi entrano lo stesso.
Non bussano,
passano dalle crepe del silenzio.
Ci sono predatori dell’anima
vestiti da carezze,
da promesse senza fondamenta.
E da grande,
scopri che non basta una porta
per tenerli fuori.
La fiducia allora è simile a un nido:
si costruisce piano piano
e con sforzo.
Ramoscello dopo ramoscello,
fiato dopo fiato,
come se il cuore fosse un uccello
che non ha ancora imparato
a volare.
Basta solo un attimo per spezzarlo.
Basta che vada via
un pezzo di muschio,
un pezzo di paglia,
e devi ricominciare da capo.
Da zero.
Con le mani nude.
Sì, la fiducia è come un nido,
oppure come una nave
che piano piano
deve prendere il volo
(perché certe navi volano,
quando credi abbastanza).
Per arrivare a un altro pianeta,
dove non serve chiudere a chiave.
La fiducia è così.
Si costruisce piano piano
senza fretta,
come un albero che cresce
anche se nessuno lo guarda.
E se cade,
non fa rumore.
Fa silenzio.
Fa dentro.
Fa tempo.


