Vai al contenuto
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    Mi Salvo

    9 luglio 2025
    Poesia consapevole

    Salvo i giorni in cui ho tremato

    perché lì ho imparato il coraggio

    Salvo i silenzi che non ho spezzato

    perché non tutto merita risposta

    Salvo i sogni caduti per strada

    perché hanno lasciato spazio ad altri

    più miei, più veri

    Salvo ogni ferita che adesso non fa più male

    perché è diventata pelle nuova

    più forte, più lucida

    Salvo me stessa ogni volta che scelgo la pace

    invece della guerra

    l’amore per me

    invece della paura di perdere

    Ciò che salvo di me

    è la mia libertà

    di ricominciare

    senza più chiedere il permesso a nessuno

    Nessun commento su Mi Salvo
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    Il candore necessario: riscoprire Sandro Penna

    8 luglio 2025
    Voce degli altri

    Ogni volta che incontro un verso di Sandro Penna, mi sembra di spiare qualcuno che sussurra a mezza voce, come chi non vuole disturbare ma nemmeno nascondersi. C’è una delicatezza disarmante nei suoi versi, una nudità che non cerca né lo scandalo né il compiacimento. Solo verità. Ed è proprio questa verità che mi spinge a scrivere di lui, oggi, in un’epoca che si vanta di essere libera, ma che ancora teme la trasparenza delle emozioni.

    Sandro Penna nasce a Perugia nel 1906 e vive gran parte della sua vita a Roma, conducendo un’esistenza appartata, al limite della povertà, ma sempre fedelissima alla poesia. Non è mai stato uomo di salotti o di premi, non si è mai piegato ai compromessi editoriali. Ha vissuto con grazia e semplicità, occupandosi di piccoli lavori e scrivendo versi che oggi restano tra i più alti del Novecento italiano.

    Penna è stato un poeta che ha dato voce al desiderio, in particolare all’amore omosessuale, con un candore allora impensabile. I suoi versi raccontano la bellezza adolescenziale, il fascino del corpo giovane, ma lo fanno senza volgarità, con una purezza che quasi disarma. C’è sempre una dolcezza struggente, come se l’amore fosse un sogno, una carezza che sfiora appena la pelle.

    Sebbene sia stato spesso ai margini del mondo letterario, Sandro Penna ha influenzato profondamente la poesia italiana del secondo Novecento. Pier Paolo Pasolini lo ha sostenuto con affetto e stima, riconoscendo in lui un poeta puro, immune dai manierismi e dalle mode. Anche Elsa Morante e Umberto Saba ne ammiravano la limpidezza.

    La poesia di Penna ha aperto un varco: ha mostrato che si può parlare di desiderio e di diversità senza dover giustificare nulla, semplicemente scrivendo la vita com’è, senza veli, senza orpelli. Ha insegnato che la poesia non deve spiegare, ma far sentire. E questo, ancora oggi, è un lascito prezioso.

    Viviamo in un’epoca in cui si parla molto di inclusività, di libertà d’espressione e di autenticità. Eppure, Sandro Penna resta ancora un poeta scomodo per alcuni, proprio perché non si nasconde dietro ideologie o teorie. I suoi versi non sono militanti, ma profondamente umani. Non rivendicano diritti, ma raccontano la vita nella sua nudità.

    Leggerlo oggi significa riscoprire la poesia come spazio di verità, di accettazione di sé. Significa imparare che l’amore non ha bisogno di definizioni complesse per essere raccontato. Penna ci insegna la leggerezza del desiderio, la malinconia dolce dell’attesa, la gioia improvvisa di una luce sul fiume, di un ragazzo che sorride in strada.

    In un mondo che grida per farsi ascoltare, Penna bisbiglia. E proprio per questo la sua voce arriva più forte che mai.

    Perché nei suoi versi si trova la bellezza semplice, l’essenza della poesia: poche parole che bastano a illuminare un giorno intero. Perché insegna ad ascoltare il proprio cuore, anche nelle sue zone più oscure o inconfessabili. Perché ci ricorda che la poesia, come la vita, è fatta di attimi che passano e non tornano più.

    I suoi libri principali:

    Poesie (1939) – la sua prima raccolta, già compiuta e intensa

    Appunti (1950) – testi brevi, frammenti di poesia e prosa

    Una strana gioia di vivere (1956) – poesia e malinconia in perfetto equilibrio

    Croce e delizia (1970) – una raccolta che racchiude il meglio della sua produzione

    Tutte le poesie (1970) – edizione definitiva, con l’intera opera poetica

    Poesie (1927-1977) (postuma, 1977) – con versi inediti

    Leggere Sandro Penna non è un’esperienza da consumare in fretta. È come affacciarsi su un fiume calmo, restare in silenzio e lasciarsi trasportare. Ed è proprio questo che ci manca, oggi: la pazienza di ascoltare ciò che è lieve, ma essenziale. Penna ci insegna proprio questo. E forse, più che mai, abbiamo bisogno di lui.

    Nessun commento su Il candore necessario: riscoprire Sandro Penna
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    L’arte dimenticata di prendersi cura di sé 

    7 luglio 2025
    Parole per meditare

    Viviamo nell’era del tutto e subito.

    Non appena apriamo gli occhi al mattino, veniamo sommersi da notifiche, notizie, impegni, doveri. La nostra mente si sveglia già stanca, come se avesse corso tutta la notte. Ci hanno insegnato che la produttività è un valore assoluto, che più si fa, più si vale. Ma raramente ci viene insegnato il contrario, che fermarsi è un atto di coraggio e di rispetto verso se stessi.

    Il problema più grande non è la mancanza di tempo, ma la mancanza di priorità verso ciò che conta davvero.

    Molte persone vivono intrappolate nel mito della prestazione. Devo dimagrire, devo guadagnare di più, devo essere più bello, più intelligente, più felice, più tutto. Ma il benessere non è un traguardo, non è un’immagine perfetta da postare sui social, né un obiettivo da raggiungere con la fatica.

    Il benessere è uno stato interiore, spesso silenzioso e invisibile agli altri, ma profondamente reale per chi lo prova.

    Significa riconoscere il proprio valore, anche quando il mondo ci ignora.

    Significa accettare la propria fragilità, senza considerarla un difetto.

    Significa smettere di rincorrere approvazioni esterne e iniziare a coltivare radici interne.

    Siamo talmente abituati a rimandare la felicità al domani, che dimentichiamo di viverla oggi.

    Ci diciamo sarò felice quando e intanto la vita scorre.

    Ma la verità è che ogni attimo può diventare un seme di benessere, se ci concediamo il permesso di fermarci, di respirare, di ascoltarci davvero.

    Non serve cambiare tutto in una volta. A volte, basta un gesto semplice, ripetuto con costanza, per iniziare a riscoprire il piacere della vita autentica.

    Cura il dialogo con te stesso

    Ogni giorno, presta attenzione alle parole che usi con te stesso. Evita frasi come non valgo nulla o non ce la farò mai. Trattati con la stessa gentilezza che riserveresti a una persona cara in difficoltà. Il modo in cui ti parli è il primo seme del tuo benessere.

    Dedicati ogni giorno almeno trenta minuti di solitudine sana

    Non una solitudine triste o imposta, ma uno spazio in cui stare con te stesso senza distrazioni. Spegni il telefono, chiudi i social, siediti in silenzio o fai qualcosa che ami. La solitudine consapevole non è isolamento, è incontro.

    Nutri il corpo con rispetto, non con rigidità

    Mangia in modo equilibrato, senza ossessioni. Non usare il cibo per punirti o premiarti, ma per prenderti cura di te. Assapora ogni boccone, ringraziando la vita che ti permette di nutrirti.

    Coltiva legami autentici e lascia andare quelli tossici

    Sii sincero con te stesso su chi ti fa bene e chi ti svuota. Non temere di allontanarti da chi ti trascina nella negatività costante. Circondati di persone che ti incoraggiano a essere te stesso, senza maschere.

    Fai qualcosa ogni giorno che ti faccia sentire vivo

    Non deve essere per forza produttivo o utile. Può essere ascoltare una canzone che ami, ballare da solo in casa, scrivere, leggere, camminare in natura, cantare sotto la doccia. Ritrova il piacere del gesto gratuito, quello che nutre l’anima senza un fine preciso.

    La vita non è una corsa verso la perfezione, ma un viaggio dentro di te.

    Il benessere non si compra, non si insegue, non si ostenta.

    Si coltiva ogni giorno, con pazienza e amore.

    E inizia da un piccolo, semplice, coraggioso passo, sceglierti.

    Nessun commento su L’arte dimenticata di prendersi cura di sé 
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    Amori letterari, storie che si somigliano

    6 luglio 2025
    Racconti e visioni brevi

    Scrivere amando significa attraversare la pagina come si attraversa una vita: con coraggio, con timore, con desiderio di guarire.

    Ogni volta che l’amore viene scritto, in un romanzo, in una poesia, in un racconto, esso non si limita a raccontare una storia, ma diventa atto di cura, di conoscenza, di rivelazione.

    Scrivere l’amore significa anche guarirlo: portarlo alla luce, accettarne le sfumature, lasciarlo respirare.

    Perché l’amore, nella letteratura, non è mai semplice. È un caleidoscopio di emozioni, un intreccio di attese, mancanze, sussurri e tempeste. È la parte più fragile e più potente di noi.

    In questo viaggio, scopriamo insieme i tipi di amore più profondi e ricorrenti nella letteratura.

    L’amore tragico: quello che consuma e brucia

    È l’amore che ha il sapore della fine, quello che si oppone al mondo, alle regole, e che proprio per questo è destinato a spegnersi.

    Pensa a Romeo e Giulietta di Shakespeare, oppure ad Anna Karenina di Tolstoj: passioni che si trasformano in abisso, che strappano ogni certezza e trascinano tutto con sé.

    L’amore ideale e platonico: quello che esiste nell’anima

    In questi amori l’altro diventa quasi un’icona, una guida spirituale, come Beatrice per Dante nella Vita Nuova.

    Non c’è corpo, non c’è contatto, ma pura contemplazione. L’amore diventa un cammino interiore, una porta verso il mistero e la bellezza assoluta.

    L’amore proibito: la passione che sfida ogni limite

    È l’amore che sa di trasgressione, quello che si vive nell’ombra, sfidando i giudizi e la morale.

    Emma Bovary in Madame Bovary di Flaubert incarna questo desiderio di evasione, di amori nascosti che però spesso portano a una caduta inevitabile.

    L’amore che salva: il sentimento che guarisce

    Ci sono amori che curano le ferite, che aiutano a rinascere.

    Sono legami che restituiscono fiducia e respiro, e che sanno accogliere l’altro nella sua interezza.

    A volte, anche i romanzi più cupi, come Cime tempestose, custodiscono nel loro cuore questa forma di amore, capace di unire perfino oltre la morte.

    L’amore egoista e narcisista: il bisogno che si traveste da amore

    Non sempre amare significa donarsi: ci sono amori che nascono dal bisogno di possesso, dall’illusione di colmare un vuoto personale.

    Ne Il Grande Gatsby di Fitzgerald, l’amore di Gatsby per Daisy è più un’ossessione che un vero sentimento, una proiezione narcisistica di un sogno di riscatto.

    L’amore in sospeso: quello mai davvero vissuto

    Ci sono amori che restano nell’aria, che non si compiono mai del tutto, ma che per questo rimangono vivissimi.

    L’amore ai tempi del colera di García Márquez racconta questa lunga attesa, questo amore che vive di speranze, di lettere e di sguardi che durano una vita intera.

    L’amore-amico: la complicità che si trasforma

    Amore e amicizia, a volte, si confondono. Nei romanzi di formazione, spesso l’amore nasce tra chi condivide il cammino, in un legame fatto di fiducia, ironia e complicità.

    Questi amori hanno il sapore di un rifugio sicuro, dove essere finalmente sé stessi.

    Alla fine, ogni amore è una storia da raccontare

    Ogni volta che leggiamo di un amore, anche il nostro cuore si mette in gioco.

    Forse è proprio questo il segreto della letteratura: offrirci una lente attraverso cui guardare i nostri desideri, le nostre ferite, la nostra voglia di amare, in qualunque forma.

    10 libri in cui immergersi per scoprire le sfumature dell’amore nella letteratura

    Anna Karenina – Lev Tolstoj

    Per chi vuole comprendere l’amore tragico, la passione distruttiva e il conflitto tra cuore e società.

    La Vita Nuova – Dante Alighieri

    Per chi cerca l’amore ideale e spirituale, che illumina l’anima e conduce alla poesia.

    Madame Bovary – Gustave Flaubert

    Per esplorare l’amore proibito e il desiderio di evasione che sfida ogni regola.

    Cime tempestose – Emily Brontë

    Per chi vuole immergersi nell’amore oscuro, tormentato e ossessivo che non muore mai.

    Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald

    Per riflettere sull’amore narcisistico, sui sogni irraggiungibili e sul desiderio di possesso.

    L’amore ai tempi del colera – Gabriel García Márquez

    Per assaporare l’amore che resiste al tempo e si nutre di attesa.

    Orgoglio e pregiudizio – Jane Austen

    Per chi desidera leggere di un amore che nasce dall’orgoglio e cresce nella comprensione reciproca.

    Lettere a Milena – Franz Kafka

    Per chi vuole conoscere l’amore epistolare, fragile e intensamente intellettuale.

    Il dolore – Marguerite Duras

    Per chi cerca l’amore in tempo di guerra, con tutta la sua crudezza e vulnerabilità.

    L’amica geniale – Elena Ferrante

    Per chi vuole scoprire l’amore che si intreccia all’amicizia, tra dipendenza e libertà.

    E tu, quale forma di amore ti accompagna oggi?

    Raccontamelo nei commenti: ogni amore condiviso è un altro frammento di questo grande romanzo che chiamiamo vita.

    1 commento su Amori letterari, storie che si somigliano
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    Io, al primo posto 

    5 luglio 2025
    Poesia consapevole

    Io al primo posto, io.
    Con tutta la mia bellezza,
    con tutta la fiducia che in questi anni ho conquistato.
    Io al primo posto,
    con la mia sicurezza,
    con gli occhi puntati verso l’obiettivo.

    Io al primo posto, perché la vita te la vivi tu,
    tutti i giorni.
    Io, al primo posto,
    con le mani che sanno stringere forte
    e i piedi che non temono più il cammino.

    Io, che ho pianto senza far rumore,
    che ho amato senza risparmio,
    che ho perso, che ho vinto,
    che ho imparato a non chiedere scusa
    per il solo fatto di esistere.

    Io al primo posto,
    perché nessuno verrà a salvarmi,
    perché l’amore più grande è quello che mi devo.
    Io, al primo posto,
    perché finalmente so chi sono.

    Nessun commento su Io, al primo posto 
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    Difesa sacra 

    3 luglio 2025
    Poesia consapevole

    Nessuno ti può annientare,

    sei tempesta e radice,

    sei la quercia che danza col vento

    ma non si spezza.

    Che nessuno venga a strapparti,

    a toccarti senza il tuo consenso,

    che nessuno osi calpestare il tuo giardino,

    né coglierti come frutto maturo

    da un ramo che si ostina a restare in alto.

    Non sei terra di conquista,

    né fiore da ornamento:

    sei selva viva,

    sei fuoco che non si addomestica.

    Non lasciare che ti sfiorino per gioco,

    che ti feriscano per noia,

    che ti tirino giù per sport.

    Difenditi, anche in silenzio,

    con la fierezza degli astri

    che nessuno afferra.

    Non permettere che ti rubino la pace,

    quella pace che hai cucito

    giorno dopo giorno,

    come una coperta

    sopra la tua pelle stanca.

    Quella pace che da bambini

    ci donava il sonno,

    quando i sogni avevano mani leggere,

    e che da grandi

    diventa un’isola che si sposta,

    un letto in cui il cuscino pesa

    più dei pensieri.

    Ricorda:

    sei il tuo rifugio,

    sei il tuo confine,

    sei il tuo sì

    e il tuo no.

    Lascia entrare solo chi sa

    accarezzarti senza spezzarti,

    solo chi porta luce

    senza volerti accendere a forza.

    Sii guardiana della tua quiete,

    perché quella,

    nessuno te la potrà più regalare.

    Nessun commento su Difesa sacra 
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    Essere Vera 

    2 luglio 2025
    Poesia consapevole

    Ti sei chiesta quante volte

    hai ricominciato senza accorgertene?

    Quante volte hai camminato sul bordo

    eppure sei rimasta in piedi,

    anche senza sapere come?

    Non sei solo i tuoi successi,

    sei le volte in cui hai fallito

    e hai scelto comunque

    di rimettere insieme i pezzi,

    con mani tremanti

    e occhi lucidi di vita.

    Hai pianto in silenzio

    mentre gli altri ridevano,

    hai sorriso

    mentre dentro franava tutto.

    Hai detto “sto bene”

    come fosse un mantra,

    anche quando la verità

    non aveva più voce.

    Ma ascolta:

    non c’è niente di rotto in te.

    C’è solo il movimento della crescita,

    che a volte fa rumore,

    che a volte assomiglia al dolore

    ma è solo il passo prima

    di un altro tipo di pace.

    Tu sei come la terra

    dopo la pioggia:

    morbida, fertile,

    capace di far nascere cose nuove

    anche da un seme che sembrava morto.

    Non avere fretta di capire tutto.

    Non serve saper dare un nome

    a ogni ferita.

    Alcune guarigioni

    accadono solo quando smetti

    di combatterle.

    Lascia che il tempo ti trasformi.

    Non sei qui per essere perfetta,

    sei qui per essere vera.

    E la verità,

    quella più profonda,

    non urla: resta.

    Respira con te.

    Ci saranno giorni di sole

    e giorni che sembrano inverno.

    Ma tu sei tutte le stagioni,

    e nessuna di esse ti definisce.

    Ti basta essere

    la primavera che ritorna.

    Anche quando nessuno guarda.

    Anche quando nemmeno tu

    ci credi più.

    Nessun commento su Essere Vera 
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    La disciplina emotiva: imparare a sentire senza perdersi

    1 luglio 2025
    Parole per meditare

    Emozione

    È un lampo che scalda o brucia,

    un sussurro che a volte grida.

    È corpo che trema e cuore che sa,

    anche quando la mente non vuole ascoltare.

    È onda che travolge o carezza che resta.

    È mia. Anche quando mi fa paura.

    –

    Mi ci è voluto tempo per capirlo. Per anni, ho pensato che essere “troppo emotiva” fosse un difetto da correggere, una fragilità da mascherare dietro sorrisi di circostanza o razionalità forzata. Le emozioni forti mi facevano sentire inadeguata, fuori posto, sbagliata. Ma più cercavo di spegnerle, più mi bruciavano dentro. Finché un giorno ho fatto una scoperta semplice e potentissima: non devo soffocare quello che sento. Devo imparare a starci. A restare. A respirare, anche quando fa male.

    E da lì è iniziato tutto.

    La disciplina emotiva non è autocontrollo rigido, né freddezza. Non significa fingere di non provare nulla. Al contrario: vuol dire accogliere le emozioni con consapevolezza, senza farmi travolgere. È la capacità di stare con quello che sento, senza diventare ciò che sento. Un equilibrio sottile, a volte precario, ma fondamentale per vivere in modo pieno e autentico.

    Viviamo in una cultura che ci polarizza: da un lato ci chiede di essere razionali e distaccati, dall’altro ci invita a “seguire sempre il cuore”, senza filtri. Ma esiste una terza via, ed è quella della presenza emotiva. Una via fatta di ascolto interiore, piccoli gesti quotidiani e pazienza verso sé stessi.

    Disciplinare le emozioni non è controllarle. È imparare a stare con loro.

    È riconoscere quando sto per perdere la calma… e scegliere di respirare. È sentire l’ansia… e provare ad ascoltare cosa mi sta dicendo. È piangere senza giudizio… ma senza lasciarmi definire da quella tristezza. È non permettere a un momento di sconforto di distruggere legami importanti.

    Questa forma di disciplina non ha niente a che fare con la durezza. Al contrario, è una forza gentile. Una capacità silenziosa che trasforma il mio modo di relazionarmi: con me stessa, con chi mi è vicino, con il mondo.

    Se anche a te capita di sentirti sopraffattə dalle emozioni, sappi che non sei solə.

    Non sei “troppo sensibile”, non sei “esageratə”. Sei umano o umana. E come ogni essere umano, meriti di imparare a conoscere ciò che provi, senza paura e senza vergogna. Meriti uno spazio sicuro dove emozionarti, sbagliare, ricalibrarti. Dove sentire non è una colpa, ma un modo per vivere davvero.

    Ti va di condividere questo pensiero? Se ti risuona qualcosa in queste righe, lascia un commento: come vivi tu le emozioni forti? Hai trovato strategie che ti aiutano a non farti sommergere? Condividere può aiutare più di quanto immagini.

    20 libri per avvicinarsi alle emozioni (senza esserne travolti)

    Per adulti:

    “Intelligenza emotiva” – Daniel Goleman “Le emozioni che curano” – David Servan-Schreiber “La trappola della felicità” – Russ Harris “Donne che corrono coi lupi” – Clarissa Pinkola Estés “Le emozioni. Istruzioni per l’uso” – Umberto Galimberti “Il potere di adesso” – Eckhart Tolle “Il coraggio di essere imperfetti” – Brené Brown “Mindfulness per principianti” – Jon Kabat-Zinn “Emozioni distruttive” – Dalai Lama & Daniel Goleman “La forza delle emozioni” – Esther Perel

    Per bambini (e genitori):“Il mostro dei colori” – Anna Llenas “Che rabbia!” – Mireille d’Allancé “I colori delle emozioni” – Anna Llenas (versione pop-up) “La mia emozionoteca” – Cristina Petit “Il punto” – Peter H. Reynolds “Quando ho voglia di urlare” – Aurélie Chien Chow Chine “Emozioni!” – Maria Rita Parsi “Respira” – Inês Castel-Branco “Il pentolino di Antonino” – Isabelle Carrier “Ci sono bambini a zig-zag” – Gek Tessaro

    1 commento su La disciplina emotiva: imparare a sentire senza perdersi
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    Odia la coscienza 

    30 giugno 2025
    Poesia consapevole

    Nel silenzio assorto delle ore spente,

    una voce si leva — non grida, non mente.

    È la coscienza, stanca ma sveglia,

    che scruta il giorno con pupilla veglia.

    Non più cieco il passo tra i muri d’abitudine,

    né sordo all’eco delle proprie solitudini.

    La mente s’interroga, si piega, si tende:

    “Chi sono, che senso ha ciò che si apprende?”

    Tra la folla, un respiro distinto,

    tra mille volti, un dubbio dipinto.

    Non cerca verità d’oro né di vetro,

    ma il peso sincero di un pensiero retro.

    Sa che vivere è anche cadere a metà,

    e trovare bellezza dove il senso non sta.

    Che a volte il coraggio è solo restare

    in silenzio profondo, e continuare a pensare.

    Così cammina, non santo né eroe,

    ma essere umano che sogna e poi muore.

    E in quel breve passaggio, con voce leggera,

    accende domande — la sua vera preghiera.

    Nessun commento su Odia la coscienza 
  • Benvenutə. Questo spazio è per te che ami rallentare.
    Per te che credi nella forza delle parole e nel silenzio che le accompagna.

    Qui troverai poesia, respiro e presenza.
    Non serve capire tutto.
    Basta sentire.

    Lascia fuori il rumore.
    Resta un momento.
    Leggi con calma.
    E se vuoi, torna quando vuoi.

    La storia che ti racconti: è davvero tua?

    29 giugno 2025
    Racconti e visioni brevi

    Negli ultimi anni mi sono resa conto di quanto le parole che uso con me stessa influenzino ogni singola parte della mia vita. Non parlo solo del modo in cui mi parlo davanti allo specchio o nei momenti di crisi, ma proprio delle storie che continuo a ripetermi — quelle invisibili, silenziose, che guidano le mie scelte senza che me ne accorga. Storie che mi dicono chi sono, cosa posso fare, cosa merito. Alcune le ho create io, altre mi sono state cucite addosso. E per tanto tempo non ho mai pensato di poterle cambiare.

    Poi qualcosa è scattato. Ho iniziato a guardare quelle frasi con un occhio più lucido, più gentile. Mi sono chiesta: “E se questa non fosse l’unica versione possibile di me?”

    Questa riflessione mi ha portata a riscrivere la mia narrativa, poco a poco. Non per fingere di essere qualcun altro, ma per tornare a essere più me stessa.

    Se anche tu senti che alcune storie su di te ti stanno strette, forse questo post può offrirti qualche spunto per alleggerire quel peso.

    E se ti va, raccontami nei commenti qual è la frase che senti di dover riscrivere nella tua vita — o condividi questo articolo con qualcuno che, come te, sta cercando un nuovo modo di raccontarsi.

    Ascolta le tue frasi automatiche Ogni volta che dici “io sono sempre stato così” o “non riuscirò mai”, fermati. Quelle frasi non descrivono chi sei, ma chi credi di essere. E spesso sono parole prese in prestito da qualcun altro. Chiediti: a chi appartiene questa storia? Molte convinzioni su di te derivano da frasi sentite da genitori, insegnanti, ex partner. È ora di capire quali sono davvero tue e quali puoi lasciare andare. Rileggi il tuo passato con occhi nuovi Ogni fallimento, ogni errore, ogni “non ce l’ho fatta” può essere riletto come fase di crescita. Non per romanticizzarlo, ma per ridargli senso. Cambia il linguaggio che usi con te stesso Invece di dire “sono un disastro con le relazioni”, prova con “sto imparando cosa vuol dire stare bene con qualcuno”. Le parole modellano la realtà. Pratica la gratitudine verso la versione passata di te Anche quella che ha fatto scelte sbagliate. Senza quella versione, non saresti dove sei ora. Interrompi il dialogo interno tossico Se non diresti certe cose al tuo migliore amico, non dirle nemmeno a te. Seriamente. Sii curioso, non giudicante Quando scopri un tuo “difetto”, non correre a etichettarlo. Osservalo, chiediti da dove arriva. Curiosità > autocritica. Ritagliati momenti di silenzio La confusione mentale spesso viene da troppe voci esterne. Il silenzio ti aiuta a risentire la tua voce, quella vera. Scrivi la nuova versione della tua storia Letteralmente. Prendi carta e penna e scrivi come ti vuoi raccontare d’ora in poi. Non dev’essere tutto realistico. Dev’essere possibile. Ricorda: puoi cambiare narrazione ogni volta che vuoi Non serve aspettare un evento speciale. Ogni giorno è un nuovo paragrafo. Può essere anche solo una virgola diversa. Ma quella virgola può cambiare il senso di tutto.

    Nessun commento su La storia che ti racconti: è davvero tua?
Pagina Precedente
1 … 4 5 6 7 8 … 10
Pagina successiva

Blog su WordPress.com.

Vanessa Fazzolari

Crescita personale e letteratura

    • Chi Sono
    • I miei libri
 

Caricamento commenti...
 

    • Abbonati Abbonato
      • Vanessa Fazzolari
      • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
      • Vanessa Fazzolari
      • Abbonati Abbonato
      • Registrati
      • Accedi
      • Segnala questo contenuto
      • Visualizza sito nel Reader
      • Gestisci gli abbonamenti
      • Riduci la barra